PEC da comunicare entro il primo ottobre 2020

Il primo ottobre è il termine ultimo per mettersi in regola con la PEC, per gli eventuali soggetti che ancora non lo fossero. E’ già da molti anni che vige l’obbligo di dotarsi di una pec:

  • per i professionisti iscritti agli Ordini, dal 2009 (e la pec va comunicata al rispettivo Ordine);
  • per le società dal 2011 (e va comunicata alla Camera di Commercio per l’iscrizione nel registro delle imprese);
  • per gli imprenditori individuali, dal 2013 (anche in questo caso va comunicata alla Camera di Commercio).

Gli indirizzi PEC sono pubblici e sono visualizzibili a questo link: https://www.inipec.gov.it/cerca-pec

Da anni raccomandiamo di fare molta attenzione a monitorare la casella PEC, in quanto è sempre più utilizzata dagli enti per notificare atti e documenti: per esempio, da tempo le cartelle di pagamento vengono notificate via PEC. E attenzione: nel momento in cui un atto viene inviato tramite PEC, si considera notificato (a tutti gli effetti di legge) nell’istante in cui viene consegnato nella casella PEC, a prescindere dal momento in cui viene effettivamente visualizzato dal destinatario. Così, se una cartella di pagamento fosse consegnata il 3 ottobre 2020 nella casella PEC, il termine per proporre eventuale ricorso (60 giorni) decorrerebbe proprio da quella data e quindi scadrebbe il 2 dicembre; se il destinatario aprisse la PEC solamente il 10 dicembre, sarebbe già fuori termine per potersi difendere.

La nostra raccomandazione, oltre a monitorare costantemente la PEC, è quella di impostare un messaggio di avviso (pressoché tutti i gestori di PEC lo permettono) da inviare a una casella mail “ordinaria” (quella che magari costantemente viene monitorata), in modo che si venga sempre a conoscenza della ricezione di una PEC.

COSA CAMBIA DAL 1° OTTOBRE?

Fino ad ora non era mai stata prevista una sanzione specifica per chi non avesse provveduto ad attivare e comunicare l’indirizzo PEC. Il recente “Decreto Semplificazioni” ha invece previsto delle sanzioni che possono andare da un minimo di 206 euro a un massimo di 2.064, con conseguente eventuale attivazione d’ufficio di un indirizzo PEC. I professionisti rischiano anche la sospensione dall’Albo.

Vi invitiamo pertanto a verificare (anche servendosi del link sopra indicato) che la vostra casella sia stata comunicata correttamente e vi raccomandiamo ancora il costante monitoraggio.

COSA DIFFERENZIA LA PEC DA UNA EMAIL ORDINARIA?

La PEC (acronimo di Posta Elettronica Certificata) è un sistema regolamentato normativamente dal DPR 68/2005, il quale consente di inviare delle email con valore legale, esattamente come fosse una raccomandata con ricevuta di ritorno. Viene in più attestato l’esatto orario di spedizione e viene anche garantito il contenuto, in quanto grazie alle firme apposte dal gestore, non è possibile alcuna modifica del contenuto della PEC (sia nella parte del testo, sia nella parte di eventuali allegati).

COSA FARE SE NON SI E’ IN REGOLA?

Noi possiamo occuparci sia di creare eventuali caselle PEC a chi ne avesse bisogno (ma è possibile rivolgersi anche ai tanti fornitori presenti sul mercato), sia della comunicazione alla Camera di Commercio competente dell’indirizzo PEC delle imprese (il legale rappresentante o l’imprenditore individuale devono essere dotati di firma digitale). I liberi professionisti iscritti a un Ordine devono provvedere autonomamente alla comunicazione alla segreteria dell’Ordine stesso.

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