La Rottamazione quinquies si allarga ai debiti verso Regioni, Province e Comuni. Dal 16 ottobre 2026 sarà infatti possibile presentare domanda per definire in maniera agevolata anche numerosi debiti relativi ai tributi e alle altre entrate degli enti locali, come IMU, TARI, multe stradali e bollo auto, a condizione però che l’ente interessato abbia aderito alla nuova procedura.
La possibilità deriva dall’estensione della Rottamazione quinquies prevista dal Decreto Fiscale e può rappresentare un’opportunità importante per chi ha vecchi debiti con il proprio Comune o con altri enti territoriali. Attenzione, però: non tutti i debiti locali possono essere rottamati e non tutti i Comuni hanno aderito.
COSA SI PUO’ ROTTAMARE
La Rottamazione quinquies ricalca il modello delle precedenti e (come ormai abbastanza noto), consente di estinguere il debito evitando il pagamento di sanzioni, interessi, somme aggiuntive e somme maturate a titolo di aggio. La disciplina interessa i carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Con l’estensione agli enti locali possono quindi rientrare, ad esempio:
- IMU non pagata;
- tasse sui rifiuti;
- multe stradali;
- bollo auto;
- altre entrate tributarie e non tributarie degli enti locali.
Sono invece esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.
Il vantaggio può essere considerevole soprattutto quando si tratta di debiti molto vecchi, sui quali nel corso degli anni si sono accumulati molti interessi.
VERIFICHE PRELIMINARI
È probabilmente questo l’aspetto più importante della nuova procedura: infatti la rottamazione quinquies dei tributi locali non si applica automaticamente a tutti i debiti, ma regioni ed enti locali interessati dovevano adottare e pubblicare entro il 31 luglio 2026 il provvedimento con il quale decidevano di applicare la definizione agevolata alle proprie entrate. Proprio qualche giorno fa, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco degli enti aderenti. Va subito detto che moltissimi comuni della zona di Palermo hanno aderito.
Peraltro l’elenco consente di verificare non soltanto se un determinato Comune, Provincia o Regione ha aderito, ma anche l’eventuale presenza di limitazioni (ad esempio limitazioni solo per determinati tipi di tributi).
E’ pertanto necessario inizialmente verificare sia l’adesione dell’ente sia la tipologia di debito interessata.
C’è poi un secondo controllo da effettuare: questa nuova rottamazione quinquies riguarda i debiti degli enti locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Pertanto non comprende i tributi che il Comune riscuote direttamente o attraverso un concessionario privato.
Ciò non significa necessariamente che questi ultimi debiti non possano beneficiare di alcuna agevolazione: la normativa consente infatti agli enti locali di introdurre proprie forme autonome di definizione agevolata, disciplinate con specifiche delibere o regolamenti, ma si tratta di una procedura diversa, che segue le regole stabilite dal singolo ente e che non riguarda la misura agevolativa di cui trattiamo.
QUANDO SI PRESENTA LA DOMANDA
La domanda potrà essere presentata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
La procedura sarà interamente telematica e le modalità operative saranno rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 15 ottobre 2026. Da questa data, come ormai prassi operativa acquisita, l’Agenzia renderà disponibili sul proprio sito anche i dati necessari per individuare i carichi che possono essere inseriti nella definizione e sarà possibile verificare concretamente quali debiti risultano definibili.
RATEIZZAZIONE
Una delle caratteristiche più interessanti della Rottamazione quinquies è la possibilità di dilazionare il pagamento per un periodo particolarmente lungo. Nel caso della rottamazione quinquies degli enti locali, si potrà scegliere di pagare quanto dovuto in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna di almeno 100 euro.
Le rate scadranno ogni due mesi (quindi 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio e così via), fino ad arrivare, nel piano massimo, alla 54ª rata del 31 gennaio 2036.
Dal 1° aprile 2027 sulle rate saranno applicati interessi nella misura del 3% annuo. Si tratta quindi di una rateizzazione che può protrarsi per quasi nove anni, rendendo potenzialmente gestibili anche posizioni debitorie di importo significativo.
IMPORTI DA PAGARE
Dopo la presentazione della domanda sarà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a effettuare il calcolo. Entro il 28 febbraio 2027, il contribuente riceverà una comunicazione contenente l’importo complessivamente dovuto, l’ammontare delle singole rate e le relative scadenze. Quindi, riepilogando: domanda tra ottobre e dicembre 2026, comunicazione delle somme entro febbraio 2027 e primo pagamento entro marzo 2027.
SEMPRE CON VOI
La Rottamazione quinquies degli enti locali può consentire di chiudere vecchie posizioni relative a IMU, TARI, multe, bollo auto e altri debiti locali, eliminando una parte importante delle somme accumulate nel tempo. Ma, come abbiamo visto, non basta avere un debito con un Comune per poter aderire. Occorre verificare l’ente creditore, la sua adesione alla procedura, la natura del debito e le modalità con cui il carico è stato affidato alla riscossione. Lo Studio Sollena Commercialisti può effettuare questa verifica prima dell’apertura delle domande, individuando i carichi potenzialmente definibili e valutando insieme al contribuente l’opportunità di aderire e l’eventuale piano di pagamento.
Arrivare preparati all’apertura della procedura permette di evitare errori e di sfruttare correttamente l’agevolazione. Potete contattarti ai numeri di Studio o alla mail ansollena@studiosollena.it