Truffe dietro l’angolo: attenzione a messaggi di garanzia pubblica Fondo 394/81 (o simili)

Grazie alla segnalazione di un cliente che aveva intrapreso una trattativa con i truffatori, possiamo mettervi in guardia da una truffa che va di moda in questo periodo.

Prima di parlarne, invitiamo tutti i nostri clienti a sottoporci ogni azione intrapresa al fine di ottenere finanziamenti o aiuti: purtroppo infatti i truffatori hanno pochi scrupoli.

LA MAIL RICEVUTA

La comunicazione arriva tramite PEC: i truffatori acquisiscono l’indirizzo PEC pubblico che ogni azienda deve dichiarare in camera di commercio.

Il titolo è “Messaggio istituzionale – Garanzia pubblica per le PMI Fondo 394/81

Inizia così: “Abbiamo il piacere di comunicarvi che la richiesta per l’accesso ai finanziamenti agevolati (fondo 394/81) è stato prorogato al 31 marzo 2022 estendendo la possibilità di accesso al credito anche per la rinegoziazione del debito, per liquidità di cassa e per fondo scorte“.

Ovviamente la data è messa a caso, scegliendo una data futura e a ravvicinata scadenza: nel nostro caso (messaggio ricevuto a fine gennaio) è stata scelta la data del 31 marzo 2022. A marzo, i truffatori inseriranno una data successiva.

Segue la spiegazione sulla modalità di richiesta e sull’importo finanziabile.

Si percepisce chiaramente l’odore della truffa:

  • la mail proviene (nel nostro caso) da un indirizzo che è “mps.gov@pec.it”; il dominio “pec.it” è accessibile a chiunque; i truffatori hanno semplicemente creato una casella chiamata “mps.gov”, cercando di lasciare intendere che la mail proviene dalla MPS (Monte Paschi di Siena), ma in realtà quella banca è un ente privato e non certo governativo, per cui aver inserito anche il “.gov” è un clamoroso errore;
  • il link al modulo di richiesta porta su un indirizzo del tipo “https://survey.zohopublic.com/**********” (abbiamo oscurato la parte finale): chiaramente non c’entra nulla con il sito della MPS, ma zohopublic.com è un indirizzo del sito ZOHO, specializzato nei “form online” (come surverymonkey e via dicendo); anche se accedendo si visualizza il logo della MPS, ovviamente non saremmo sul sito della MPS;
  • proseguendo nella compilazione del form fasullo, vengono richieste una serie di informazioni e viene chiesto quale tipo di finanziamento si vorrebbe chiedere; alla fine del “sondaggio”, si viene catapultati sul VERO sito della MPS, in modo da lasciar credere alla vittima di avere veramente compilato e inviato un questionario alla MPS;
  • la comunicazione ricevuta riporta un nome di fantasia (nel nostro caso Ivano *******) e un numero di cellulare; poi c’è anche un indirizzo mail del soggetto che nel nostro caso sarebbe simest@mail.com : anche in questo caso il trucco è molto evidente, in quanto è stata creata una mail sul dominio “mail.com” ed è stato dato il nome “simest”; è chiaro che non c’entra nulla con la vera SIMEST.

Segue il logo della SIMEST con relativo indirizzo internet reale:

La raccomandazione è però quella di “inviare le vostre comunicazioni solo a questo indirizzo di posta e non usare altro indirizzo“: ovvio, perché se la vittima si collegasse sul sito reale (sacesimest.it) troverebbe gli indirizzi di posta elettronica REALI, ma i truffatori raccomandano di utilizzare l’indirizzo fasullo simest@mail.com per poter prendere contatto con la vittima.

 

LA FASE SUCCESSIVA

Dopo aver inviato il “questionario”, arriverà un’altra comunicazione e (udite udite) verranno indicate le informazioni della assicurazione che bisognerà sottoscrivere e pagare per sbloccare i fondi erogati. Anche contattando il signor “Ivano”, si riceveranno dei messaggi che invitano a seguire la procedura.

Sembra tutto molto bello, anche perché arriva la comunicazione di accettazione della domanda di concessione del finanziamento, con tanto di logo della MPS (si vede chiaramente che è contraffatto, in quanto i truffatori non sono nemmeno riusciti a evitare che si vedesse molto sgranato), codice cliente e numero delle delibera! WOW!

Andando avanti, verrà richiesto un pagamento di una percentuale sull’importo richiesto, come copertura della prima rata assicurativa. Nel nostro caso il finanziamento richiesto era di 100.000 euro e quindi veniva chiesto un pagamento di 1.400 euro da versare alla UNIPOL assicurazioni.

Veramente buffo: la UNIPOLSAI, su una pagina sostanzialmente bianca, in cui inserisce solo il logo e nessun’altra informazione dell’azienda, richiede un bonifico su un conto LITUANO !!!!

Ovviamente, una volta effettuato il bonifico su quel conto, non sentirete più nessuno, non riuscirete a contattare più nessuno e i truffatori si saranno intascati la somma che non riuscirete mai più a recuperare.

 

SEMPRE CON VOI

Massima allerta! Segnalateci tutte le mail sospette! I nostri clienti, ribadiamo, sono sempre invitati a discutere con noi di ogni operazione finanziaria posta in essere, al fine di evitare di incappare in truffe del genere.

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