đź’ł IL COLLEGAMENTO TRA POS E REGISTRATORE TELEMATICO
Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una novitĂ che riguarda praticamente tutte le attivitĂ che incassano con carta, bancomat o app: il collegamento tra POS e registratore telematico. Tale novità è stata prevista sin dalla Legge di Bilancio 2024, ma di fatto è entrata in vigore nel 2026. Come è facile intuire, questa “interconnessione” permetterĂ all’Agenzia delle Entrate di confrontare gli incassi avvenuti tramite il POS con quelli registrati nel registratore di cassa: in sostanza, ad ogni incasso via POS deve corrispondere necessariamente lo scontrino fiscale.
🔍 COSA CAMBIA DAVVERO
Fino ad oggi, il POS e il registratore telematico erano due mondi separati. Da una parte gli incassi elettronici, dall’altra gli scontrini: poteva quindi capitare che un esercente incassasse 500 euro tramite POS, emettendo solo uno scontrino di 400 euro. Tutto ciò non sarebbe saltato fuori in maniera diretta, ma solo con una verifica “sul campo”, da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.
Va detto che giĂ da tempo l’Agenzia poteva effettuare dei controlli automatici su questi strumenti: se a fine anno veniva notata una anomalia sulla base dei “dati aggregati”, come ad esempio incassi POS di 60.000 euro in tutto l’anno e scontrini fiscali emessi per 20.000 euro, poteva scattare giĂ una segnalazione. Però fino al 2025 non c’era la possibilitĂ di controllare gli esercenti “giorno per giorno”.
Dal 2026 tutto cambia: i due mondi (POS e Registratore Telematico) vengono uniti. Ogni pagamento effettuato con carta dovrĂ risultare coerente con quanto registrato nel sistema dei corrispettivi. In altre parole: quello che viene incassato con il POS deve combaciare con quello che viene dichiarato.
Questo perché l’Agenzia delle Entrate potrà confrontare automaticamente i dati provenienti:
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dai gestori dei pagamenti (banche, circuiti POS)
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con quelli trasmessi dal registratore telematico
In pratica, se qualcosa non torna, il sistema se ne accorge subito.
⚙️ COME FUNZIONA TECNICAMENTE
In realtĂ non serve collegare “fisicamente” i dispositivi, nĂ© cambiare o modificare qualcosa nel Registratore Telematico.
Il collegamento è solo “logico” e si fa online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Bisogna semplicemente associare ogni POS al proprio registratore telematico, indicando anche il luogo in cui viene utilizzato. Ciò in quanto, salvo casi particolari, l’Agenzia delle Entrate già è conoscenza degli strumenti di incasso che vengono utilizzati, per cui sul sito si troveranno indicati sia i Registratori Telematici di cui si è in possesso, sia gli strumenti di incasso di cui si è possesso: basta solo “accoppiarli”.
👥 SOGGETTI INTERESSATI
La novitĂ riguarda tantissimi soggetti, in sostanza tutti coloro che utilizzano i Registratori Telematici. Pertanto sono coinvolti negozi, bar, ristoranti, artigiani, ambulanti e via dicendo.
Restano fuori solo coloro che emettono esclusivamente fattura o chi è esonerato dalla certificazione dei corrispettivi. Inoltre ci sarĂ un approccio “morbido” per coloro che vendono sia beni soggetti a emissione di scontrini, sia beni esonerati da questo: si pensi a una rivendita di tabacchi.
⏱️ LE TEMPISTICHE
Nel primo periodo dell’anno c’è stato il panico, da parte di chi ha saputo di questa novitĂ . In realtĂ , anche se la norma parte dal 1° gennaio 2026, l’operativitĂ del sistema è stata annunciata solo lo scorso 5 marzo. Come previsto dalla norma, nel momento in cui il sistema operativo si è reso disponibile, scattano 45 giorni per mettersi in regola, per quanto riguarda i POS giĂ attivi alla data del primo gennaio 2026. In sostanza, bisogna fare gli “accoppiamenti” entro il 20 aprile.
Per i nuovi POS, invece, il collegamento dovrĂ essere fatto entro una finestra temporale precisa: tale finestra si apre nel sesto giorno del secondo mese successivo alla data di disponibilitĂ del POS e si chiude nell’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Ad esempio, se attivo un POS il 12 maggio, dovrò effettuare il collegamento logico tra il 6 e il 31 luglio.
⚠️ IL VERO PUNTO: I CONTROLLI
La vera novità non è il collegamento in sé, ma il tipo di controllo che ne deriva. Da oggi in poi, il sistema confronterà automaticamente:
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quanto incassato con il POS
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con quanto dichiarato negli scontrini
Se c’è una differenza, scatta un’anomalia. E da lì possono partire segnalazioni o richieste di chiarimenti. Qualunque incasso a cui non corrisponde uno scontrino, può generare l’anomalia.
đź’¸ LE SANZIONI: ATTENZIONE AGLI ERRORI BANALI
E qui arriviamo alla parte piĂą delicata, perchĂ© anche un errore apparentemente insignificante può costare caro. Pensate che basta, ad esempio, registrare uno scontrino come “contanti” quando invece il cliente ha pagato con carta. In questo caso non c’è alcuna evasione (il ricavo verrĂ comunque dichiarato al fisco), ma viene trasmesso un dato errato. E in ogni caso, il sistema dell’Agenzia delle Entrate penserĂ che c’è stata qualche vendita in evasione, in quanto troverĂ l’incasso tramite POS ma non il relativo scontrino. Il risultato è un sanzione di 100 euro per ogni errore, con un massimo di 1.000 euro a trimestre.
Insomma, mentre prima un errore poteva passare inosservato; adesso viene intercettato automaticamente dal sistema. E questo significa che anche piccole disattenzioni quotidiane possono trasformarsi in problemi fiscali.
Se invece il POS non viene collegato proprio, la situazione è molto più pesante: si va da 1.000 a 4.000 euro, con il rischio anche di sospensione dell’attività . Chiaramente controlleremo e vigileremo sulla corretta connessione di tutti i nostri clienti interessati.
📞 SEMPRE CON VOI
Non è una norma da sottovalutare o rimandare. Il rischio non è tanto l’adempimeno, ma gli errori che possono arrivare dopo.
Restiamo a disposizione per ogni chiarimento.